Saab, all’asta i modelli del museo

Quando inizia il declino e lo smantellamento spesso è difficile frenarlo.
È ciò che sta accadendo a Saab, la casa automobilistica svedese che dopo oltre 50 anni di storia nelle scorse settimane ha presentato istanza di fallimento al tribunale di Vanersborg. Le ingenti difficoltà finanziarie del marchio che da due anni era finito sotto l’ala della General Motors non sembrano aver lasciato alternative al fallimento, visto anche lo scialbo interesse mostrato da potenziali acquirenti.

Saab

Adesso a qualche settimana di distanza si apprende che anche tutti i modelli presenti, oltre 120, al Saab Car Museum di Tollhattan, finiranno all’asta. L’obiettivo della dismissione di tutto ciò che è collegato al marchio svedese è chiaro: ottenere economicamente il massimo per far fronte alle istanze dei tanti creditori di Saab.
Dunque per far cassa non verrà risparmiato nulla, nemmeno la storia di Saab ripercorribile attraverso le auto che hanno fatto parte del museo. Nella lista delle auto che saranno battute all’asta ci sono la UrSaab del 1946/47 noto come Project 92, la Saab Formula Junior del 1960, la Saab 99 Kombo del 1971, la Saab 900 Turbo James Bond del 1981 e le più recenti Saab 9X e Saab 9-6X. Inoltre ci saranno anche il camion Saab 9000 e la Cadillac BLS che si trova qui perché diretta derivata della Saab 9-3.
E se dunque fino a oggi tutti questi esemplari potevano essere visitati e apprezzati presso il Museo Saab molto presto non sarà più possibile visto che è stato dato il via per il loro trasferimento in qualcuna delle collezioni private di facoltosi appassionati che potranno permettersi di mettere in garage questi pezzi di storia dell’automobilismo.

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De Tomaso Mangusta Legacy Concept, sguardo al futuro

Chissà se verrà mai costruita, ma vale la pena provare a immaginarla realtà.
Stiamo parlando della De Tomaso Mangusta Legacy Concept, una proiezione futuristica realizzata dal designer Maxime de Keiser che ha provato a delineare i contorni di una futuristica coupé che possa essere in grado di reggere la pesante eredità della originale De Tomaso Mangusta, il cui modello disegnato da Giugiaro abbagliò tutti alla fine degli anni ’60. Del modello originale ne vennero commercializzati appena 401 esemplari in 4 anni, dal 1967 al 1971.

DeTomaso Mangusta

Sono passati oltre 35 anni da allora è la rivisitazione in chiave moderna realizzata da de Keiser conferma alcuni tratti distintivi che ne fecero la fortuna nel modello originale. Come allora anche il fascino magnetico che ipnotizza lo sguardo è rimasto tale.
Il nuovo concept ricalca l’altezza ridottissima e la scelta delle portiere con apertura ad ali di gabbiano che hanno dato alla Mangusta un look sempre avveniristico.
Se vi state chiedendo quale sensazione si possa provare ad avercela di fronte, forse le parole di Maxime de Kaiser vi chiariranno le idee: “ha una linea spettacolare come la sua antenata e trasmette un’immagine feroce ma allo stesso tempo serena ed elegante come una felino a riposo che non teme nessun rivale”.
Nonostante la tentazione di vederla realizzata ci sia è molto probabile che il concept della Mangusta resti solo un affascinante render, soprattutto se si tengono in considerazione le recenti difficoltà finanziare della società De Tomaso. Al di là di tutto è sempre piacevole riprendere confidenza con modelli di auto che hanno lasciato il segno e vedere come si sarebbero evoluti a distanza di decenni.

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City car, l’auto per chi si deve muovere in città

Se ci si deve muovere spesso in città non c’è niente di più comodo e funzionale di una city car. La storia di questa tipologia di auto, la cui caratteristica principale è avere dimensioni e prezzi ridotti, inizia dopo la seconda guerra mondiale, quando sempre più case automobilistiche si specializzarono nella produzione di veicoli a quattro ruote dalle misure non ingombranti, destinati principalmente all’uso nella zona urbana.

City Car

I primi modelli che riscossero grande successo furono delle auto italiane, ovvero la Fiat 500, la Fiat 600 e la Iso Isetta, ma il termine city car verrà utilizzato solo a partire dagli anni Ottanta, da quando cioè venne creato un vero proprio segmento della produzione automobilistica dedicato a questa tipologia di veicolo, per andare incontro alla richiesta sempre maggiore da parte degli acquirenti, che vedevano tradotta in realtà la combinazione perfetta tra comodità ed economicità. La Panda, la Lancia Ypsilon, la Chevrolet Matiz, la Toyota Yaris, la Opel Corsa, la Smart e la Ford Fiesta sono solo alcuni dei modelli che nel corso degli anni sono usciti dagli stabilimenti e hanno realizzato moltissime vendite. Ormai le city car hanno conquistato una fetta grandissima del mercato e continuano ad accattivarsi sempre più il successo del pubblico, affezionato a questo modello di auto così pratico e poco dispendioso. Tra le utilitarie create apposta per la circolazione in città che in Italia hanno realizzato il maggior numero di vendite troviamo la Volkswagen Up!, il nuovo modello di Fiat 500 e di Fiat Panda e la Citroën C1. Un mercato in continua espansione, attento a venire incontro ad ogni tipo di esigenza.

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