Marchio oggetto di culto tra gli appassionati, Abarth nasce a Torino nel 1949 da un’idea dell’omonimo ingegnere austriaco, appassionato di motori. Lo scorpione disegnato sul logo è il segno zodiacale del fondatore e comparve fin dall’inizio sulle auto prodotte, che inizialmente erano da competizione e i cui telai erano stati acquisiti dal fallimento della famosa Cisitalia. Controllata interamente dalla Fiat Group Automobiles fin dal 1971, per la torinese produce e commercializza versioni sportive dei suoi modelli e deve la sua fama soprattutto alla produzione di marmitte per tante case automobilistiche, tra le quali Alfa Romeo, Porsche, Lancia e Simca: la marmitta che decretò il successo della casa automobilistica fu quella montata sulla Topolino, che dotava questo modello torinese di un suono aggressivo e le donava soprattutto un aumento di potenza. Dopo la Topolino ci fu l’elaborazione della 600, con cui raggiunse l’apice della fama: questo originale modello venne chiamato 750 e l’intervento principale venne fatto sulla cilindrata, mantenendo invece la stessa meccanica e componentistica della berlina di serie. Messo in commercio nel 1956, a chi lo acquistava veniva fornito un kit di trasformazione, per modificarlo a proprio piacimento. La seconda auto prodotta dall’azienda torinese fu la 850 TC (Turismo Competizione) che rimarrà in vendita per sei anni, dal 1960 al 1966: questo modello era realizzato su base della 600, che gli forniva l’albero motore, i freni, il carburatore e gli scarichi. Nel 1962 la 850 TC venne declinata in due versoni: la TC Nürburgring con motore da 55 CV e la TC SS da 57 CV. Sempre nello stesso anno dagli stabilimenti torinesi uscì la 1000, derivata sempre dalla 600 ma con motore più potente da 60 CV. Le versioni sportive della 1000 vennero chiamate TC (da 85 CV) e TCR (da 115 CV). Un altro modello dell’azienda torinese venne messo in commercio nel 1963 e fu chiamato 595, realizzato inizialmente su base Fiat 500 D e in seguito, fino al 1971, su un altro modello, quello della Fiat 500 F, mentre nel 1964 uscirono altri tre modelli, ovvero il 595 SS, il 695 e il 695 SS (questi ultimi due presentavano una cilindarata totale di 683 cm³). Le parti speciali principali che erano state realizzate appositamente per queste tre auto erano il cruscotto, il volante a tre razze, il carburatore doppio corpo su alloggiamento in alluminio, la coppa dell’olio in alluminio e il sistema di aspirazione e scarico dei gas specifici. Altri modelli appartenenti al passato e per questo molto ricercati dagli appassionati sono la 700 Spyder, la 700 S Spyder Tubolare, la 207 A Boano Spyder, la 750 Zagato Coupé, la Simca 1300 e quella 2000, la 1300 e la 2000 OT, la 2000 SP, la Porsche 356 B GTL, la Fiat 124, la Autobianchi A 112, la SE 030 e quella 037, la Fiat 131 Rally e, infine, la Fiat Ritmo 125 TC e quella 130 TC. Per quanto riguarda il giorno d’oggi, i modelli attuali sono quattro, ovvero la Grande Punto (dal 2007), la 500 (dal 2008) e la Punto Evo e la 500 C (dal 2010). Al Motor Show di Bologna sono state presentate due novità, nuove versioni della 500: la 595 Competizione e quella Turismo, entrambe da 160 CV.
