Alfa Romeo: auto, novità, nuovi modelli

La storia dell’Italia è grande anche grazie alle sue aziende automobilistiche: Alfa Romeo è una di queste. Fondata a Milano nel 1910, già nel marchio volle sottolineare il legame con la città meneghina: da un lato ancora oggi si trova il serpente visconteo, dall’altro la croce rossa su campo bianco, simbolo di Milano. All’inizio si chiamava semplicemente A.L.F.A. (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili) e subito si specializzò nella fabbricazione di veicoli sportivi. La rilevarono degli imprenditori italiani da Alexandre Darracq, un francese che aveva tentato di avviare un’impresa industriale in Italia, mantenendo lo stesso personale. La prima auto della casa automobilistica fu la 24 HP, da cui successivamente nacquero dei modelli da competizione che debuttarono con successo alla Targa Florio. Mentre A.L.F.A. mieteva i suoi primi successi nelle gare automobilistiche, nel 1915 Nicola Romeo entrò a far parte del capitale dell’azienda e pochi anni dopo il suo nome venne modificato in Alfa Romeo Milano. Durante la prima guerra mondiale la produzione andò incontro unicamente alle esigenze belliche, riprendendo regolarmente già nel 1920 quando venne presentata la Torpedo 20-30 HP. Nel periodo compreso tra le due guerre mondiali, i successi sportivi ottenuti furono moltissimi grazie anche alla grande bravura di piloti come Ugo Sivocci, Antonio Ascari, Enzo Ferrari e Giuseppe Campari. Nel 1925 vinse il primo campionato automobilistico del mondo e negli anni Trenta la notorietà della casa automobilistica si ampliò ulteriormente grazie alle tante corse vinte dai piloti Tazio Nuvolari, Mario Borzacchini e Gastone Brilli-Peri. Nel 1932 l’azienda venne acquistata dall’IRI, che affidò la gestione dell’attività alla Scuderia Ferrari, il reparto della casa automobilistica che si occupava di corse: iniziò così anche la produzione di autobus, autocarri e motori aeronautici. Durante la seconda guerra mondiale il lavoro subì un arresto a causa dei vari bombardamenti che distrussero molti stabilimenti. Alla fine del conflitto la produzione venne orientata non più verso auto di lusso costruite a mano ma verso veicoli sportivi di massa. Negli anni Cinquanta nacquero due dei modelli più famosi di Alfa Romeo, costruiti entrambi in catena di montaggio, cioè la 1900 e la Giulietta: quest’ultima verrà impiegata come auto ufficiale della Polizia. Sempre in questo periodo venne sviluppato il motore bialbero, che rimase in produzione fino alla fine degli anni Novanta. Negli anni Sessanta videro la luce altre vetture che hanno contribuito a rendere grande questa casa automobilistica: la Giulia, la spider Duetto, la 1750 e la 2000. Negli anni Settanta si susseguirono tanti successi sportivi soprattutto nelle gare di durata e in alcune campionati di gran turismo e vennero prodotte quattro celebri auto: l’Alfasud, grande novità perché prima vettura della casa a trazione anteriore, l’Alfetta, elegante e potente, la Nuova Giulietta, una versione più piccola e giovanile dell’Alfetta e infine l’Alfa 6, che però non riuscì ad ottenere il successo delle altre tre. Negli anni Ottanta nacquero l’Alfa 33, l’Arna (nata dalla joint-venture con la Nissan), l’Alfa 90, erede della Alfetta e dell’Alfa 6, l’Alfa 75, ultima auto della casa automobilistica a trazione posteriore e la 164. Sempre in questi anni la casa automobilistica venne ceduta alla Fiat e accorpata alla Lancia. Negli anni Novanta videro la luce la 155, la 145, la 146 e la 166 ma il successo più grande lo ottenne la 156, che vinse il titolo di Auto dell’anno nel 1998 e segnò il rilancio della casa automobilistica. Il nuovo millennio iniziò con l’ottenimento da parte della 147 del titolo Auto dell’anno 2001 e con la produzione della 166, che era in competizione con le berline tedesche, della potentissima GT, della berlina 159, della coupé sportiva Brera, della Spider, della MiTo, molto amata dal pubblico giovane e della nuova Giulietta. Ma la casa automobilistica milanese sicuramente non ha finito di stupirci: novità e nuovi modelli sono alle porte.

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