Auto spinte al massimo della loro sportività e del loro design accattivante sono sinonimo di Bugatti, casa automobilistica francese fondata nel 1909 dall’omonimo industriale italiano che da subito caratterizzò le autovetture con una linea molto sportiva e accattivante. Il primo modello venne prodotto dal 1910 al 1926 e si chiamava Tipo 13 Brescia, a cui seguirono la Tipo 35 dal 1922 al 1935 e la Tipo 37 dal 1924 al 1931. Nel 1923 l’azienda francese partecipò al Gran Premio di Francia a Tours facendo correre la Tipo 32 “Thank” e dal 1925 in poi vinse molto frequentemente la Targa Florio, grazie alla potenza e alla straordinaria efficienza dei suoi motori, per ben quattro anni consecutivi. Un anno dopo trionfò al Campionato del Mondo dei Gran Prix, affermandosi sia in Francia, che in Italia, che in Europa. Nel 1927 venne prodotta una delle auto più lussuose mai costruite, la Tipo 41 Royale, costruita per essere venduta in particolare a regnanti e capi di stato ma, nonostante la sua magnificenza, non incontrò il successo sperato. Nel frattempo, a causa anche della morte del figlio di Bugatti che lo gettò nel più nero sconforto, la casa automobilistica francese perse un po’ del suo smalto nelle competizioni automobilistiche dovuto anche al fatto che continuava ad utilizzare una meccanica obsoleta. A causa della seconda guerra mondialae, come la quasi totalità delle altre aziende automobilistiche, la produzione cessò e la casa francese terminò la sua produzione negli anni Cinquanta. Negli anni Sessanta venne venduta alla Hispano-Suiza che la rinominò Messier-Bugatti (oggi ancora attiva), mentre nel 1987 l’imprenditore Romano Artioli acquisì i diritti per la produzione di veicoli sotto il marchio francese. I nuovi modelli prodotti rispettavano tutti la tradizione del marchio, anche per quanto riguardava il prezzo: la EB110 del 1995, con telaio in fibra di carbonio, arriverà a costare oltre un miliardo di lire. In quello stesso anno l’azienda purtroppo dichiarò il fallimento e Artioli fu costretto a venderla. Tre anni più tardi la Volkswagen si aggiudicò i diritti del marchio e nello stesso anno presentò il prototipo della EB118 al Salone di Parigi e nel 1999 a Molsheim, dov’era stata originariamente fondata nel 1909, venne ricreata come filiale di Volkswagen France. L’immagine dell’azienda venne rilanciata poco dopo con la messa in commercio della supercar EB 16.4 Veyron con un motore da 1001 CV (di effettivi saranno 1040) e 8.0 litri di cilindrata. Al Salone di Francoforte del 2007 venne presentata un’edizione limitata della Veyron, che verrà prodotta in soli cinque esemplari e venduta al prezzo esorbitante di più di un milione e mezzo di euro. Poco dopo al Pebble Beach venne presentata la versione Targa e la Gran Sport della Veyron 16.4. Dall’inizio della produzione della Veyron, quest’auto è stata personalizzata su richiesta dei facoltosi clienti che se la potevano permettere. Il veicolo francese ha avuto moltissimo successo anche nei media: è protagonista di spot, film e videogiochi. La gamma ridotta ne fa apprezzare ulteriormente le creature che vengono prodotte poiché la qualità è sempre ottima, dato che unisce la potenza a qualità estetiche non indifferenti.
