Nata nel 1959 a Modena da un’idea dell’omonimo pilota argentino, la De Tomaso è una casa automobilistica italiana. In breve tempo iniziò la produzione di vetture da competizione e poi in piccola serie. Fu la sportiva Vallelunga la prima auto destinata alla circolazione sulla strada e venne messa in commercio dal 1963 al 1967: montava un motore Ford Cortina e la velocità massima era di circa 215 km/h. Dotata di un telaio monotrave in alluminio, questo diventerà il marchio di fabbrica dell’azienda modenese. La Vallelunga diede poi vita ad alcune auto da competizione come, la Sport 5000 Prototipo, la P70, la Competizione 2000 Ghia Spyder, la Sport 2000 Fantuzzi Spyder e la Sport 2000 Fantuzzi Spyder. Dal 1966 al 1971 fu sul mercato la Mangusta, che montava per la prima volta un motore Ford non più europeo ma americano (da allora in poi tutti i veicoli della gamma monteranno un motore Ford americano): il motore era un V8, la carrozzeria di acciaio e alluminio e il design era firmato da Giugiaro, tutti elementi che la facevano competere con la Ferrari e la Lamborghini. Intanto, nel 1971, venne prodotto un modello che farà conoscere la De Tomaso nel mondo, cioè la Pantera: il motore era un 5.8 L Ford V8 e la carrozzeria era stata disegnata da Tom Tyaarda, designer della Ghia. Quest’auto fu destinata al mercato americano anche se, nel 1973, a causa della crisi petrolifera e degli elevati costi dell’acciaio la Pantera venne ritirata dal mercato. Soprattutto negli anni Settanta e Ottanta produsse coupé di lusso e berline, anche se in piccole quantità. Nel 1971 vide la luce la quattro porte Deauville, prodotta per competere con Jaguar e Mercedes Benz: questa presentava lo stesso motore della Pantera ma montato davanti e il design era stato realizzato sempre da Tyaarda della Ghia, presentando molte affinità con la Jaguar XJ6. Rimase in produzione per ben diciassette anni ma dagli stabilimenti modenesi ne uscirono solamente 300 esemplari. Nel 1972 fu messa in commercio la Longchamp, una coupé basata sulla meccanica della Deauville. Nel 1976 il fondatore dell’azienda decise di assorbire la Maserati e la prima auto prodotta sotto questo marchio fu la Kyalami, molto somigliante alla Longchamp ma con motore Maserati biturbo. Nello stesso anno fece il suo debutto anche la Innocenti Mini De Tomaso, ovvero il modello sportivo della Innocenti, che rimase in produzione fino al 1990. Il nuovo millennio aveva portato con sé un desiderio di ampliamento della produzione e infatti De Tomaso aveva puntato sulla collaborazione con l’azienda russa UAZ, che faceva parte del grande gruppo dell’acciaio Severstal, per la creazione di un fuoristradacon motore Iveco, il Simbir 4×4. Alla morte del fondatore, la casa automobilistica passò nelle mani della vedova e del figlio che nel 2004 la misero in liquidazione. Nel 2009 venne acquistata dal gruppo torinese Innovation In Auto Industry e recentemente è sfumato l’accordo con un socio indiano perché la famiglia Rossignolo, attuale proprietaria dell’azienda, vuole continuare a realizzare le sue auto di lusso esclusivamente in Italia, sperando in una veloce ripresa della produzione.
