Infiniti spazi da percorrere con la QX56 2012

Un Suv di lusso diverso dal solito? Si chiama QX ed è uscito dagli stabilimenti giapponesi della Infiniti. La prima generazione è stata battezzata QX4, è un modello nato nel 1997 e si può definire un Nissan Pathfinder rebadged: una delle modifiche più importanti, apportata a questo modello nel 2001, fu l’incremento della potenza del suo motore, che venne aumentata da 168 a 240 CV. La seconda generazione del Suv, chiamata QX56, è stata presentata nel 2004 e si rifà al full-size Suv Armada e al pick-up Titan, entrambi della Nissan: il look aggressivo e accattivante è molto simile a quello di un fuoristrada come anche il motore, ovvero un V8 da 5.6 litri e 400 CV.

Infiniti QX56

Il cambio automatico a sette rapporti, la trasmissione All Mode 4×4, i sistemi Hill Start Assist e Hill Descent Control dotano questa lussuosissima auto di un comfort unico nel suo genere, aumentato maggiormente dalla presenza del sistema di navigazione, di quello audio della Bose, oltre il Deluxe Touring Package e l’Hydraulic Body Motion Control.

La commercializzazione di questo vero e proprio bolide l’ha messo in diretta competizione con altri due grandi del segmento, ovvero il Range Rover e il Lexus LX570 ed ha riscosso particolare successo sul mercato nordamericano, dove le auto di grosse dimensioni sono sempre molto richieste: chi sceglie di acquistare questo Suv della Infiniti, infatti, vedrà realizzata la sua voglia di solidità, sicurezza e di comfort. Altre caratteristiche da non sottovalutare sono la lunghezza di circa cinque metri, il posteriore dalle forme squadrate che dona questo stile a tutta la vettura e un abitacolo molto elegante e spazioso.

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Suv, modello sempre più venduto

Assetto rialzato e trazione integrale, sono questi i due punti di forza del Suv, lo Sport Utility Vehicle, che unisce in sé tutti i pregi delle station wagon, delle monovolume e dei fuoristrada. Fu negli anni Novanta che si assistette al boom delle vendite di questo tipo di veicolo: il suo aspetto diventò sempre più elegante e meno grezzo, conquistando il pubblico e cominciando ad essere suddiviso in varie fette di mercato, dalle più alte alle più basse.

Suv

I modelli più venduti in quegli anni furono sicuramente la Kia Sportage, la Land Cruiser, il Rav4 e il 4Runner della Toyota. Il primo Suv moderno si può definire quello realizzato dalla Mercedes Benz chiamato ML, seguito poi dalla Lotus che realizzò il modello RX e poi da un altro modello della Mercedes Benz, l’X5. Data la grande richiesta degli ultimi anni, le case automobilistiche sono andate sempre più incontro alle esigenze dei clienti e hanno creato nuovi modelli: le dimensioni, a volte ingombranti, sono state ridotte, come nel caso del Fiat Sedici e del Suzuki SX4. La lunghezza media del Suv moderno mediamente va da 4,25 a 4,60 metri e i più venduti risultano essere i modelli coreani e giapponesi, come Kia e Toyota, ma grande successo lo hann ao ottenuto anche quelli Nissan, come il Juke. Due tipologie che hanno avuto un meritato riscontro di pubblico sono i Crossover e i Full Size: i primi ricordano più una station wagon che un fuoristrada (come il Mazda CX-7), mentre i secondi appartengono ad una classe più lussuosa e, di conseguenza, costosa (Range Rover, Land Rover Discovery, Volkswagen Touareg, Jeep Grand Cherokee, Bmw X5, Audi Q7, Porsche Cayenne, Cadillac Escalade).

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KTM e il suo ultimo gioiellino: la X-Bow

La casa austriaca KTM nel 2007 decise di cimentarsi anche nella realizzazione di auto, dato che fino a quel momento tutta la sua produzione era stata indirizzata interamente verso l’universo delle due ruote. Uscì così dai suoi stabilimenti la X-Bow, una roadster a due posti senza tetto che, per aumentare le sue prestazioni, punta tutto sulla leggerezza della sua struttura.

KTM XBOW-R

Dotata di motore 4 cilindri 2.0 TFSI da 240 CV, l’auto è in grado di avere una velocità massima di 217 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,9 secondi e da 0 a 160 km/h in 8,5 secondi. Nel 2008 (l’anno successivo alla sua nascita) venne apportata una innovativa modifica alla X-Bow, che consisteva nel cambio DSG, automatico a doppia frizione, che permetteva un ulteriore aumento della potenza, arrivando fino a 270 CV. Tra gli optionals presenti ricordiamo il differenziale autobloccante, il volante estraibile, l’assetto regolabile per l’uso in pista e cerchi in lega con fissaggio a monodado. I primi cento esemplari, battezzati Dallara Series, furono venduti in brevissimo tempo.

Prestazioni ancora più elevate ed aggressive con il successivo modello della austriaca, la X-Bow R, presentato nel 2011. I cavalli sono saliti a 300 ed il propulsore era già stato impiegato nella Audi S3 e nella Audi TT-S, ma nella X-Bow R risulta più potenziato, adatti alle migliori performances sia su strada che su pista. Dai piloti, professionisti e non, è molto ricercata in quanto l’esperienza di guida è davvero pura, la tecnologia molo avanzata e le soluzioni ricercatissime.

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