La storia della Citroen per come la conosciamo ai giorni nostri comincia nel 1919. Fino ad allora, l’azienda francese, che sarebbe diventata uno dei simboli, insieme alla Renault e alla Peugeot, dell’automobilismo transalpino, produceva materiale militare o meccanico per fabbriche. Finita la prima guerra mondiale il marchio orientò la sua produzione anche sulle vetture private. Il primo modello sfornato dalla Citroen fu la 10HP, una vettura che colpì il pubblico (la macchina era pronta e pensata in tutti i suoi particolari senza bisogno che l’acquirente facesse scelte complicate di configurazione) e gli addetti ai lavori (visto che il signor André Citroen mise in pratica i recenti insegnamenti di Henry Ford che aumentavano in modo incredibile la capacità produttiva di una fabbrica).
In pochi anni la casa francese divenne famosa in tutta Europa e nel 1923 aprì una sede a Londra a cui seguirono diverse altre città del Vecchio Continente, compresa l’Italia.
Molte le auto di successo lungo questi quasi cento anni di storia, per esempio la 2CV, prodotta addirittura dal 1948 al 1990 in più di quattro milioni di esemplari, o la AX negli anni Novanta.
Gli ultimi progetti della casa francese riguardano una collaborazione del 2007 con la connazionale Peugeot per la produzione di un SUV, la C-Crosser, progettato dalla Mitsubishi. Con quest’ultima la Citroen progetta e realizza anche una gamma di auto completamente elettriche, le C-Zero, in produzione a cominciare dal 2010. Lo sguardo al futuro della casa francese viene confermato anche dalla revisione del simbolo che nel 2009 guadagna una forma più moderna e aggraziata.

